"Come un romanzo" di Daniel Pennac
Ho preso in mano questo saggio per fare una pausa dalla lettura del mese che è un po' impegnativa. Una giornata di pausa che è stata sufficiente per iniziare e terminare quest'opera di Daniel Pennac. Un libretto di poche pagine, un centinaio o poco più che però nei contenuti risulta essere una gran bel libro.
Non tutti saranno d'accordo con me, ma io penso sia una lettura che nessun lettore può farsi mancare e anche chi non ama leggere dovrebbe provarci, perchè sa essere spiritoso e divertente.
L'autore tratta in modo spettacolare il tema della lettura e dei lettori, con particolare attenzione al rapporto che hanno gli adolescenti con i libri. Non solo risulta essere una piccola guida per tutti quei genitori e insegnanti che con il dogma del "bisogna leggere" finiscono con l'allontanare ancora di più i ragazzi da questa intima relazione che si crea tra il lettore e il proprio libro; ma è anche un divertente saggio per chi ama leggere, riportandolo agli antichi ricordi.
Leggendolo ho ripensato a quando da bambina non vedevo l'ora di imparare a leggere per poter finalmente leggere tutte le storie che i miei genitori, stanchi morti dopo una giornata di lavoro, non riuscivano a narrarmi.
Ho ripensato alla fatica fatta per imparare a leggere e al primo libro letto, libro che continuavo a rileggere ad alta voce, ma anche alla soddisfazione quando finalmente ho conquistato la padronanza di quest'arte.
Ho ripensato alle sere in cui all'età di otto anni con le coperte tirate fino al mento e la bajour accesa sul comodino leggevo "Il giro del mondo in 80 giorni" senza riuscire a staccarmi dalle pagine per andare a dormire. Come riuscire ad obbedire ai propri genitori e spegnere la luce, quando stai vivendo emozioni così intense come i rituali dell'India!?
Ho ripensato alle estati passate attaccate ai libri e a mio papà che mi "sgridava" perchè non facevo altro.
Ho ripensato anche a quando ho iniziato a leggere meno, sempre meno perchè ero troppo impegnata a studiare o a leggere libri ordinati dal programma scolastico e così il tempo per le letture piacevoli non c'era più. Un periodo che mi ha allontanato molto da questa passione, ma alla fine io e i libri siamo tornati ad avere una relazione stabile e ormai da anni ho ritrovato il piacere di leggere romanzi o meglio ho ritrovato la voglia di dedicargli del tempo.
Vi lascio con una citazione tratta dal saggio, anche se ce ne sarebbero moltissime da riportare:
"Nel momento in cui mi pongo il problema del tempo per leggere, vuol dire che quel che manca è la voglia. Poichè, a ben vedere mai nessuno ha mai tempo per leggere.
Nè i piccoli, nè gli adolescenti, nè i grandi.
La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
[...]
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare.)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere."

Commenti
Posta un commento